Virus parainfluenzali

Virus parainfluenzaliPrimi freddi ed ecco che ritornano le tanto odiate sindromi influenzali. Non si tratta di influenza stagionale, attesa non prima della seconda metà di dicembre, ma di un’ondata di virus parainfluenzali. L’alternanza di freddo, caldo, pioggia e umidità fa sì che siano circolanti 272 virus parainfluenzali molto simili fra loro, responsabili dei tipici malanni da raffreddamento caratterizzati da tosse, raffreddore, mal di gola, dolori muscolari,  febbreI sintomi  sono quindi molto simili a quelli di un’influenza, anche se, in genere, sono meno severi. Più raramente si ha una sovrapposizione batterica e queste formi lievi evolvono, soprattutto nei bambini piccoli,  in bronchite, bronchiolite o polmonite.

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I mucolitici: sconsigliati sotto i 2 anni di età

Sciroppi e mucolitici

Non è raro sentire amiche mamme dirmi: “il mio bambino ha la tosse e il pediatra non ha prescritto neppure uno sciroppo, intendendo in genere i mucolitici. Spesso faccio fatica spiegare che i pediatri hanno ragione. Per i bambini più piccoli meglio evitare i mucolitici.

I pediatri mettono in guardia dall’uso dei mucolitici al di sotto dei due anni. La raccomandazione emerge dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), la quale suggerisce appunto di “evitare l’uso di farmaci mucolitici nei bambini al di sotto dei due anni d’età, in presenza di sintomi di raffreddore e tosse”.
I pediatri hanno pubblicato la nota sulla base di un’analisi condotta dall’Agenzia del farmaco che ha preso in esame una serie di dati, di carattere nazionale e internazionale, su casi di ostruzione respiratoria nei bambini a cui sono stati somministrati mucolitici. Questi farmaci aumentano le secrezioni bronchiali per eliminare il muco e liberare così le vie respiratorie, ma nei bambini al di sotto dei 2 anni il meccanismo si inceppa perché i piccoli hanno difficoltà a eliminare le secrezioni tossendo.

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La febbre nei bambini: come si misura e come si cura

La febbre nei bambini e nei neonati: come si misura e come si cura

Cos’è la febbre? E’ un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei suoi valori normali, 37.5°C se misurata per via ascellare o 38°C se misurata per via rettale. La febbre nei bambini spaventa sempre i genitori che sperano quindi che sparisca il più in fretta possibile. In realtà, anche se può sembrare un paradosso, la febbre è il primo sistema di difesa del corpo contro virus e batteri.

La temperatura corporea può variare da persona a persona e, soprattutto nei bambini, può aumentare in seguito a sforzi, assunzione di pasti o bevande calde, ambiente eccessivamente riscaldato, ipersudorazione, sete. Questo perché l’aumento della temperatura corporea, come detto prima, è un meccanismo fisiologico (quindi buono) che possiede l’organismo umano, di difesa, ma anche di compenso. Ma quando la febbre dura da più di 24 ore, allora evidentemente non è solo un fatto momentaneo. La febbre non è una malattia, è un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata.

Cause principali della febbre nei bambini sono le infezioni virali e batteriche. Praticamente ogni infezione è quindi potenzialmente in grado di provocare febbre:

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Virus gastroenterico e vomito: cause, sintomi e trattamento

vomito

Ormai in zona Cesarini per l’influenza, complice anche la temperatura più mite, mi illudevo di averla scampata. Invece è arrivato lui, il terribile virus gastroenterico. Mi chiedo come mai sono immune a qualsiasi microbo dei miei pazienti ma non a quelli dei bambini. Da quando è nato Supernano non passa anno che mi prenda qualcosa da lui o dai suoi amichetti. Accetto risposte con più o meno fondamento scientifico.

Il vomito nei bambini, spaventa sempre le mamme e quando alla classica domanda: “cosa devo dargli?” rispondo: “nulla”, noto la perplessità sui loro volti. Qui tratterò più nel dettaglio la forma infettiva causa principale di vomito ad ogni età.

Come la febbre e la tosse, il vomito non è una malattia a se, ma è un sintomo di malessere o di malattia di cui è importante capire le cause anche in base a numerosi fattori:

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Smog, traffico e polveri sottili: un pericolo per i nostri bambini

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Ricordo un episodio che mi fece molto arrabbiare quando Supernano aveva un mese di vita. Aspettavo una persona alla fermata del tram quando mi si avvicina la solita “vecchietta”, di quelle che “i fattacci tuoi mai?” e in malo modo mi disse che ero matta a portare un bambino così piccolo in un crocevia di strade ad alta percentuale di traffico e quindi di smog. Certo, avrei potuto volare……

E sempre parlando di smog, qualcuno un giorno mi disse: “Non c’è più lo smog di una volta”. E in parte è vero. Oggi lo smog è dovuto prevalentemente alle polveri sottili, ossia ai cosiddetti particolati di dimensioni molto piccole. Questo microparticolato passa attraverso il filtro nasale e raggiunge le piccole vie respiratorie. Qui altera la mucosa bronchiale e favorisce bronchiti e bronchioliti. Ecco perchè in età scolare la media è di tre infezioni respiratorie l’anno.

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