I bambini sulla neve: ecco come comportarsi

I bambini sulla neveLo scorso ponte dell’Immacolata è stato per molti l’inaugurazione della stagione sciistica. Io ho dei vecchi precedenti sugli sci, ma non sono un’amante né del freddo né della neve per cui ogni anno cerco il più possibile di rimandare la mia frequentazione della montagna. Supernano, al contrario della sua mamma, è molto sportivo e attende con ansia la vacanza sulla neve.

Ma come ci si deve comportare sulla neve e a quali regole devono attenersi grandi e piccini?

Continua a leggere: I bambini sulla neve: ecco come comportarsi…

Traumi ai denti da latte

Traumi ai denti da latte

Che i miei bambini siano dei terremoti già è noto, che io non mi scomponga se cadono, pure. Ma ora confesso il mio più grande timore: che cadendo si rompano un dentino. Il trauma della bocca, di cui ho già parlato, mi mette ansia, figuriamoci se riguarda un dente.

Ma cosa succede dopo un trauma ad un dente da latte?

Dopo un trauma, con o senza la rottura del dente, è comune che l’incisivo diventi scuro, è come se si trattasse di un livido perché all’interno dell’alveolo compare una piccola emorragia e il sangue raggiunge la polpa del dente. Il colore scura diventa evidente da 2-3 giorni a 2-3 settimane dopo il trauma, per tornare successivamente con il tempo normale se il colpo non è stato eccessivo. Altrimenti il dentino rimane scuro fino alla sua fisiologica caduta intorno ai 6 anni. Il dente permanente sottostante nella maggior parte dei casi non subisce alcun danno crescendo del suo colore naturale. Spesso nell’impatto il dente si lussa, muovendosi e dondolando se lo si tocca con un dito.

Continua a leggere: Traumi ai denti da latte…

Trauma cranico nei bambini: come comportarsi

Trauma cranico nei bambini

Quando l’altro giorno ho ricordato il trauma facciale dell’estate scorsa di Supernano, avevo rimosso che nella stessa giornata, poiché gli eventi “no” sono sempre accompagnati, Supernano era caduto una seconda volta.

Non contento del trauma procuratosi nella parte anteriore del capo e quindi del suo labbrone, aveva deciso di rallegrare le mie ore pomeridiane con un trauma posteriore. Un trauma cranico? Beh…non proprio, ma la corsa folle sul pavimento in cotto bagnato della piscina è stata causa di una caduta a gambe all’aria con conseguente contusione sacrale (ovvero una bella botta al sederino) e alla “capoccia”. Urla, strilli, la classica domanda “c’è sangue?” (e pensare che fino a poco tempo fa voleva fare il dottore), per fortuna il tutto si è risolto in un tuffo in acqua. E poi ancora corse. I supernani non imparano mai la lezione.

Continua a leggere: Trauma cranico nei bambini: come comportarsi…

Traumi della bocca nei bambini:cosa fare?

Trauma della bocca nei bambini

Il pomeriggio odierno è stato “allietato” dalla caduta con conseguente trauma della bocca del bimbo più piccolo di una cara amica. Prontamente chiamata a risolvere la situazione mi sono ricordata di come la scorsa estate sono sopravvissuta, dopo aver perso 10 anni di vita, a una caduta di Supernano con conseguente labbrone alla Nina Moric. Supernano, causa stazza da torello è sempre stato considerato grande da Mamma Medico, per tale motivo, dopo i primi mesi di ovvia totale dipendenza, è sempre stato molto autonomo. Fiero lui della cosa e fiera io.

Ma Mamma Medico dovrebbe talora ricordarsi che il nano ha pur sempre 4 anni e pertanto cade e piange come tutti i 4enni. Quella mattina, alle prime ore dell’alba, dopo una notte costellata da risvegli: “mamma ho sete”, “mamma tetta” (beh, non proprio, ma era il concetto espresso dalle grida di microba), Mamma Medico pipì (tutti quei liquidi ingurgitati per fare il latte stanno facendo impazzire la mia vescica), Supernano si è alzato per andare in bagno.

Continua a leggere: Traumi della bocca nei bambini:cosa fare?…