Depressione post-partum: parte il progetto in Lombardia

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Parliamo sempre di bambini, ma mai, o quasi di mamme, dimenticandoci spesso che dietro il benessere dei nostri cuccioli c’è una mamma che a sua volta deve stare bene. Ma non sempre è così. E spesso queste mamme non hanno problemi fisici, forse ben più facili da curare, gestire o riconoscere, bensì problemi psichici, quelli che io definisco i nostri buchi neri.
Qualche giorno fa un’infermiera del nostro ospedale raccontava di aver speso fior fior di soldi, buttandoli al vento,  qualche mese dopo la nascita del suo primogenito, per sentirsi dire che non aveva “elaborato” la morte del padre. Girò nel tempo numerosi specialisti per arrivare a trovare un equilibrio. Ne parlò oggi, a distanza di molti anni, perché allora era un tabù essere infelici con un bimbo piccolo.
In realtà il problema è abbastanza frequente e si stima che di depressione o ansia in gravidanza e nel post-partum ne soffra  circa il 16% della popolazione femminile.
Visto l’impatto che questo disturbo può avere sulla madre, sul bambino e su tutta la famiglia, è un problema che non andrebbe sottovalutato e che richiede un’attenzione sanitaria specifica e accurata.
Per questo è partito da poco in Lombardia un progetto finanziato dalla Regione, e svolto dall’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano con lo scopo di creare un percorso di assistenza e cura per le donne che soffrono di tale patologia.
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Lo shopping funziona davvero contro tristezza e malumore

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Premetto che non scrivo per farmi un alibi verso papàchef che è forse uno dei pochi uomini a cui piace girare per negozi e outlet, ma perché, soprattutto in tempo di saldi parlare di shopping, tanto più se “curativo”, è d’obbligo.
Che il fare acquisti fosse un valido antidepressivo e che una nuova borsa o un paio di scarpe tanto sognato fosse meglio di un calmante è noto, anzi arci noto, alla maggior parte delle donne. Ma adesso le nostre teorie grazie ad uno studio svolto dall’Università del Michigan, negli Stati Uniti sembrano avere un avvallo dal mondo scientifico.
In questo studio un gruppo di persone, principalmente donne, è stato sottoposto a esperimenti diversi evidenziando che la “shopping- terapia” è davvero efficace nel contrastare tristezza e  malinconia. Secondo i dati raccolti, coloro che facevano acquisti erano tre volte più felici di coloro che davano semplicemente un’occhiata alle vetrine e dichiaravano di sperimentare una maggiore capacità di controllo della propria vita e dell’ambiente circostante.
Quindi … w lo shopping e appena possibile un bel giro per negozi!