Le uova di Pasqua

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Pasqua alle porte e il solito dilemma soprattutto per i più piccoli: cioccolato si o no? Le nonne minimizzano e regalano uova giganti perché la gioia di strappare un sorriso ai nipoti supera qualsiasi divieto. Ma al di là delle diatribe famigliari come ci si deve comportare?
La maggior parte dei pediatri è d’accordo sul fatto che il cioccolato faccia bene a tutti e di conseguenza anche ai più piccini. Ma per ogni cosa c’è un’età, ed anche il cioccolato rientra in questa regola. Gli specialisti affermano che si può iniziare a far assaggiare il cacao dopo il primo anno, quando lo svezzamento dovrebbe essere già concluso.
E sfatiamo qualche falso mito.
Non è vero che fa male ai denti perché la polvere di cacao ha azione anticariogena contenendo tannini, che inibiscono lo sviluppo di batteri, riducono il processo di demineralizzazione alla base della carie e riducono la formazione della placca, fluoro e fosfati.
Non è vero che fa aumentare il colesterolo: non vi è traccia di colesterolo in quello fondente, mentre in 100 gr di quello al latte ne contengono 16 mg, la stessa quantità contenuta in 200  gr di yogurt naturale parzialmente scremato. Continua a leggere: Le uova di Pasqua…

I semi di chia

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Vivrei di pane, quello buono che difficilmente si trova. Quindi è raro che resista alla tentazione di entrare in una panetteria da dove proviene il profumo di pane appena cotto.
E così tempo fa, attratta proprio dalla fraganza, sono entrata ed ho scoperto il pane di chia. L’occhio infatti si è posato su una bella pagnotta appena sfornata e alla mia domanda su che pane fosse la panettiera ha elencato una serie di informazioni sui benefici dei semi di chia, lasciandomi anche un volantino con una serie di informazioni.
Il pane era buonissimo e ovviamente mi sono documentata.
I semi di chia sono molto piccoli,  generalmente di colore grigio-nero e rappresentano le sementi della Salvia Hispanica, una pianta floreale estremamente comune nelle zone del centro e del sud America, in particolare in Messico e Guatemala, dove hanno costituito il cibo di base di antiche popolazioni come Atzechi e Maya. L’introduzione in Europa della chia avvenne tramite i conquistadores, ma, nonostante potesse crescere facilmente sotto il sole della Spagna, fu presto dimenticata, a favore di altri alimenti scoperti nelle Americhe.
Sono croccanti, il loro sapore è neutro, e comunque gradevole. Una eccezionale caratteristica di questi semi è il fatto che si conservano anche per anni senza deteriorarsi né nel sapore, né nell’odore, né nel valore nutritivo. Il tutto grazie a un alto contenuto di antiossidanti, ben superiore a quello degli altri semi. Non è necessaria la conservazione in frigorifero; non contengono glutine, per cui sono adatti ai celiaci.
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Decalogo per l’allattamento al seno

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Di allattamento al seno se ne parla tanto, io ne ho parlato tanto, ho scritto post sia spontaneamente, sia su richiesta in corso di campagne promozionali;  eppure ho sempre la sensazione che manchi qualcosa e che le mamme, soprattutto le neomamme al primo figlio, siano sole. Sole con il loro bebè urlante e la tetta al vento. E spesso il biberon diventa la via più semplice. E va anche bene, per carità, quando questo rasserena tutti, ma in quella frase “ ho dato il biberon” spesso c’è ancora ansia, senso di inadeguatezza, ancora solitudine. Perché? Oggi come allora (e per me di anni ne sono passati 10) urlo perchè? Non ho una risposta certa. Ho la mia risposta. Che è quella di continuare  a parlarne. E lo faccio al termine della Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno.
Nei primi giorni di vita il 90% delle donne italiane comincia ad allattare al seno il neonato, alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per poi crollare al 31% a 4 mesi e solo il 10% continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita.

Innanzitutto una raccomandazione: l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno in maniera esclusiva fino al compimento del 6° mese di vita. Questo significa che proporre altri alimenti o liquidi al neonato allattato al seno prima dei 6 mesi d’età in genere non è necessario e può anzi comportare rischi, come quello di renderlo più esposto a malattie diarroiche o di altro tipo. Pertanto no ai vari biscotti granulati o pappe lattee, per fare un esempio.
E’ importante inoltre che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo l’introduzione di alimenti complementari, fino ai due anni di vita ed oltre, e comunque finché mamma e bambino lo desiderino.  Continua a leggere: Decalogo per l’allattamento al seno…

Multivitaminici in gravidanza: spesso inutili

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Sono da sempre contraria all’abuso di farmaci e ne prescrivo lo stretto necessario. L’ho scritto più volte. Come ho già detto che spesso agli occhi del paziente chi non prescrive perchè conscio dell’inutilità di talune prescrizioni, è un “cattivo” medico.
Ovviamente applico il mio pensiero a tutte le fasce d’età. Bambini soprattutto. E oggi qualcuno la pensa come me parlando delle donne in gravidanza.  Secondo gli esperti del Drug and Therapeutics Bulletin (Dtb), edito dal British Medical Journal,  Multivitaminici e integratori di sali minerali venduti come specifici per la gravidanza sono in realtà una spesa non necessaria: la vendita di tali prodotti non sembrerebbe essere supportata da alcuna evidenza scientifica relativa a benefici per gestante e nascituro soprattutto perché gran parte delle evidenze cliniche con cui questi prodotti sono reclamizzati derivano da studi condotti in paesi a basso reddito dove le donne sono malnutrite. I multivitaminici  specifici per la gravidanza contengono vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6, B12), vitamine C, D, E, K, acido folico, iodio, magnesio, ferro, rame, zinco e selenio di cui la maggioranza delle gestanti in Occidente non ha certo bisogno essendo disponibili con una dieta corretta. Estremamente importante continua invece ad essere l’assunzione di acido folico ed eventualmente  vitamina D nelle dosi raccomandate e disponibili anche come generici a basso costo.

Bambini e alimentazione vegana: allarme dei pediatri

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Lo scorso anno in tutte le scuole milanesi è stata proposta, dalla società che ha in appalto la mensa, una giornata con cibo completamente vegano. Inutile dire che ci sono state moltissime polemiche, che i bambini non hanno mangiato quasi nulla e che supernano è uscito da scuola dicendo che a lui la cosa non importava. Per una volta infatti ero stata una mamma previdente e avendo letto in anticipo il menu avevo abbondato nella merenda di metà mattina con dei bei panini al prosciutto. Alla faccia del vegano. E senza offesa per nessuno.
Poi mi sono documentata. Cito da wikipedia “ La cucina vegana prevede la preparazione di piatti conformi alle regole della dieta vegana, pertanto esclude totalmente l’uso di prodotti animali e loro derivati (carne, pesce, latticini, uova, miele e pappa reale).”

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