L’alimentazione dopo l’anno d’età

cibo

I principali cambiamenti nell’alimentazione, dopo l’anno di età, riguardano soprattutto il progressivo inserimento di tutti gli alimenti in forma solida nella dieta ma anche l’adattamento alla frequenza dei pasti dell’adulto. Mentre durante il primo anno di vita le mamme si rivolgono al pediatra anche per l’alimentazione, dopo il primo anno in genere si dà al bambino quello che mangiano i  genitori  e ciò che la famiglia è abituata a mangiare. Da qui le ansie genitoriali in quanto spesso a questa età il bambino non mangia o rifiuta i cibi proposti. Spesso infatti è interessato e distratto dal mondo che lo circonda, ed il cibo non è più il suo interesse principale. Inoltre in questo periodo cala la velocità di crescita, e quindi può ridursi anche l’ appetito. Il passaggio poi ad una alimentazione diversa può richiedere un certo periodo di adattamento.
Questa “inappetenza” di solito non lascia conseguenze, ed infatti la crescita continua ad essere regolare. Durante il primo anno di vita il neonato triplica il suo peso alla nascita. È sbagliato aspettarsi la stessa velocità di crescita dopo il compimento del primo anno di vita in quanto tra i 12 e i 24 mesi il peso deve aumentare poco più del 20%.
L’alimentazione deve essere variata e ben bilanciata alternando quotidianamente tutti i principi nutritivi in quantità adeguate per evitare carenze. Continua a leggere: L’alimentazione dopo l’anno d’età…

Acido folico in gravidanza: l’importanza delle giuste quantità

incinta

Credo che ormai sia noto e stranoto che in gravidanza ma anche nei mesi antecedenti il concepimento, sia indispensabile assumere acido folico. Ma cos’è questo acido folico? È una vitamina del gruppo B, ovvero la vitamina B9, che non viene prodotta dall’organismo ma deve essere assunta con il cibo, in condizione di normalità in quantità di 0.2 mg al giorno. In gravidanza è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, in particolar modo del tubo neurale,  che si possono sviluppare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale; in questa fase pertanto il fabbisogno della donna raddoppia a 0.4 mg perché il feto utilizza le riserve materne. Ma se l’acido folico viene assunto in dose maggiore? Secondo  una ricerca spagnola recentemente pubblicata su Jama Pediatrics assumendone quantità in eccesso salirebbe il rischio di problemi psicomotori nel feto.
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Troppe vitamine per i nostri bambini

cereali

Ormai, dopo 8 anni sono arrivata alla conclusione che nel lavoro di mamma è giusto tutto e il contrario di tutto. Sono cresciuta con il concetto che “se prendi l’antibiotico devi associare i fermenti lattici, nei periodi di stress a scuola è assolutamente necessario po’ di fosforo, all’università si ha tempo solo per un panino? Allora giù un bel multivitaminico….”
Ora l’avviso sarebbe opposto: i nostri bambini sono a rischio di assumere troppe vitamine rispetto alle dosi consigliate per la loro età.
Negli ultimi anni infatti si è andata sempre più diffondendo l’abitudine di fortificare gli alimenti – specie quelli per bambini – con vitamine, soprattutto per dare l’impressione che il  prodotto sia più sano e nutriente.

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Le banane: tutti i pregi

banane

Che le banane piacciano alla maggior parte dei bambini non è una novità, spesso sono addirittura l’unico frutto che mangiano volentieri, ma non sempre i pediatri sono in accordo sulla loro somministrazione. La scorsa estate una mamma tornò sconsolata dopo aver fatto visitare, per altri motivi, la sua bambina dal pediatra in vacanza: questo la redarguì perché la piccola era troppo magra e dopo averla interrogata su cosa mangiasse le proibì di darle quotidianamente o quasi, banane. Sosteneva che data la dubbia provenienza non erano certo frutti nutrienti e sicuri.
Io l’ascoltai e non commentai anche perché la banana è il frutto che va per la maggiore anche a casa nostra.
Ma ora nel leggere un articolo sulle proprietà benefiche ho pensato di scriverne anche io per riscattare questo frutto e consolare chi lotta quotidianamente per far mangiare la frutta ai propri figli.
La banana è  un prezioso alleato della salute in quanto non contiene grassi saturi, non ha colesterolo e sodio bensì tante vitamine, tante fibre e tanti minerali, soprattutto potassio. Un frutto di dimensioni medie (circa 125 grammi) fornisce 30 grammi di carboidrati, 1 grammo di proteine, 3 grammi di fibra alimentare e solo 110 calorie. Le  banane sono ricche di vitamina A, B2, B3, B9, B6 e C, ferro, magnesio, manganese e, soprattutto, potassio:circa  450 mg.
E’ proprio il potassio uno degli ingredienti più salutari della banana. Oltre a ridurre la pressione e proteggere da ictus e cardiopatie ischemiche, questo minerale contribuisce a preservare la densità ossea, a contrastare la perdita di massa muscolare, a favorire la regolarità intestinale.
Inoltre la presenza dell’amminoacido triptofano fa sì che le banane proteggano la memoria e aiutino a migliorare l’umore.
L’unica avvertenza è per i soggetti che assumono assume beta-bloccanti o alcuni diuretici,  farmaci che possono aumentare i livelli di potassio nel sangue, e pertanto non dovrebbero essere assunti insieme a cibi che ne contengono già di per sè.

 

La dieta durante l’allattamento

dieta allattamentoLa donna in puerperio che allatta, fornisce al suo bambino 850 ml circa di latte al giorno equivalenti a 750 calorie. Per bilanciare le uscite occorre pertanto un supplemento di circa 500 Kcal al giorno. Tenendo conto che le riserve di grasso della puerpera (2-4 Kg) forniscono circa 250 Kcal al giorno, occorre una dieta durante l’allattamento da 2700 KcalIn termini qualitativi la puerpera necessita giornalmente  di +20 gr di proteine, +400 mg di calcio, +18 mg di ferro.

Inoltre è necessario equilibrare le aumentate esigenze nutritive e la diminuzione di peso della puerpera con la necessità di conservare tessuti tonici. A colazione, che non va mai trascurata, sarebbe utile una tazza di latte o di yogurt con cereali soffiati, oppure 50 grammi di pane tostato o biscotti con due cucchiai rasi di marmellata.

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