Il bambino con diarrea: cosa fare?

diarrea

Tra le varie forme influenzali di questi giorni c’è anche quella con componente intestinale, ovvero con la diarrea.
Ho già più volte detto che a casa di mammamedico il nostro tallone d’achille è proprio l’apparato gastroenterico per cui sono qui ad incrociare le dita. E quando la nonna mi ha avvisato di essere a casa dell’altro nipotino malato appunto con diarrea le ho intimato di starci alla larga.
È pur vero che la diarrea spesso è causata da infezioni di breve durata e che di solito sono più fastidiose che pericolose, ma vorrei comunque non incapparvi.
Tutti sanno di cosa si tratta: la diarrea è  la defecazione  frequente, ovvero l’emissione di feci liquide o acquose, di solito dovuta a  infezioni gastrointestinali sostenute da virus, batteri o parassiti.
In generale
le infezioni che causano la diarrea sono altamente contagiose: nella maggior parte dei casi non si risolve finché c’è almeno una persona malata e alcune infezioni possono rimanere contagiose anche per più tempo.
Non rari però sono gli episodi non infettivi ma da riferire a colpi di freddo o a manifestazioni psicosomatiche.

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I pediatri…

pediatra

Ero molto arrabbiata per un evento che dopo vi racconto e che mi ha fatto riflettere, ma preferisco iniziare con una notizia positiva: tutti i pediatri coinvolti nell’inchiesta sul latte in polvere (di cui avevo parlato qui) sono stati scagionati e sono tornati al lavoro.
In genere quando qualche medico è inquisito “il mostro” è sbattuto in prima pagina e nessun mass media ne ha pietà; ma quando, per fortuna la maggior parte delle volte, ne viene dimostrata l’innocenza nella migliore delle ipotesi viene dedicato un trafiletto in ultima pagina.
Questa cosa mi ha da sempre fatto arrabbiare perché dietro tanti camici bianchi c’è dedizione, impegno, passione, amore verso una professione difficile, dove lo sbaglio è dietro l’angolo ma soprattutto dove subire una denuncia sembra essere più facile che andare al supermercato.
Denuncia spesso impropria.
Detto questo è mio compito, così come avevo descritto un fatto che se fosse stato vero era veramente da biasimare, tornare sui miei passi e raccontarne la non sussistenza.
Perché ho iniziato scrivendo che sono arrabbiata, o direi meglio amareggiata?
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La disidratazione nei bambini: cos’è? Come si cura?

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Si parla comunemente di disidratazione come temibile complicanza delle gastroenteriti, croce di ogni genitore. C’è chi vaccina i bambini per il roravirus, chi li tiene a casa da nido o materna in corso di epidemia, chi, come la sottoscritta incrocia le dita sperando nel fato e in ormai grossi anticorpi…
Ma cos’è questa” famosa” disidratazione?
La disidratazione è la situazione che si verifica quando l’organismo perde più liquidi di quanti ne assuma e quindi non ha abbastanza acqua e altri liquidi per svolgere le normali funzioni.
La disidratazione può colpire chiunque, ma i bambini piccoli, gli anziani ed i malati cronici sono maggiormente a rischio.
Diarrea, vomito o rialzo febbrile, sintomi della gastroenterite acuta, sono i principali responsabili della disidratazione soprattutto in neonati e  bambini piccoli. In tal caso il vero problema è che la disidratazione può presentarsi già dopo 12-24 ore dalla comparsa dei primi disturbi e  le vere problematiche non sono legate solo alla mancanza di acqua ma anche allo squilibrio dovuto al deficit di apporto dei sali minerali.
Altra causa è la  sudorazione eccessiva soprattutto durante un’attività fisica intensa o quando il tempo è caldo e umido. Tuttavia è possibile disidratarsi anche d’inverno, se non si reintegrano i liquidi persi.
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La gastroenterite da rotavirus

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Tra tutti i virus intestinali che colpiscono i bambini, il rotavirus è uno dei più diffusi e pericolosi: è ritenuto il principale responsabile della mortalità per infezioni gastro-enteriche nei paesi in via di sviluppo. Esiste in diverse forme, ma l’infezione è pericolosa solo quando provocata dai rotavirus A (e in misura minore da quelli B e C). È la causa più comune di gastroenteriti virali fra i neonati e i bambini al di sotto dei 5 anni, ma l ‘aver contratto il virus una volta non dà immunità sufficiente, anche se le infezioni che si contraggono negli anni successivi e in età adulta tendono a presentarsi in forma più leggera. È  attivo tutto l’anno, con un picco stagionale nel periodo tra novembre e marzo.
La principale via di trasmissione del virus è quella oro-fecale, ma qualche volta la diffusione può avvenire anche per contatto e per via respiratoria. La diffusione da persona a persona attraverso la contaminazione delle mani è probabilmente la più diffusa negli ambienti comunitari, in particolare negli asili nido. Nelle mense e negli altri luoghi di ristoro, il rotavirus può essere trasmesso quando gli alimenti sono maneggiati da un’operatore infetto che non si sia lavato accuratamente le mani.
L’ incubazione è di circa due giorni, dopo i quali insorgono i sintomi: febbre, disturbi gastrici, vomito e diarrea acquosa. La fase acuta dura circa 48 ore, in seguito alle quali gli attacchi di vomito e le scariche tendono a calare di frequenza. Continua a leggere: La gastroenterite da rotavirus…

Il colore delle feci del neonato

feci colore neonatoLavorando anche in un Pronto Soccorso con l’accesso pediatrico, negli anni mi è capitato ovviamente di imbattermi nelle più svariate patologie ma anche in tanti bambini portati per il classico “callo al dito”. E di questi accessi impropri mi sono sempre lamentata con il mio responsabile ricordando di quando eravamo piccoli noi, non esistesse neppure il pediatra di base ma solo il medico di famiglia. Durante uno di questi dialoghi quando aspettavo Supernano mi disse “parli adesso, ma vedrai, poi appena farà la prima cacca verde correrai anche tu”. Mi misi a ridere e la considerai una provocazione, ma poi effettivamente mi trovai di fronte al viraggio dei colori delle feci. E mi documentai.

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