Compiti delle vacanze: come affrontarli senza stress

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E abbiamo finito anche la III elementare. Io mi faccio prendere da sciocche malinconie, Supernano è uscito da scuola esultando. Nonostante sappia che levatacce e rigore non siano finiti perché gli toccano i centri estivi, si sente comunque in vacanza. Gli ho raccontato di quando io facevo delle “vere” vacanze per ben 3 mesi e mi osservava perplesso; la maggior parte dei nostri figli non ha minimamente idea di cosa voglia dire avere la mamma a casa per tutto il tempo e pertanto la prima  spontanea domanda è stata “ma che lavoro faceva tuo papà, cioè il nonno”. Difficile spiegare e far capire che nonostante un lavoro normale un solo stipendio bastava per 4. Altri tempi. E mi sento un po’ matusa nello scriverlo…
Tornando a supernano il suo entusiasmo si è smorzato nel comunicarmi che gli hanno dato troppi compiti.  E qui ho riso io. Supernano non sa neppure cosa voglia dire avere troppi compiti. L’estate scorsa ha avuto talmente poco che da madre rompiscatole ho integrato io con un po’ di ripasso e qualche scheda scaricata da internet perché a settembre aveva completamente messo a riposo il cervello.
Quando quindi qualcuno mi chiede se i compiti siano utili o dannosi rispondo che sono validi nelle vacanze lunghe, dannosi o meglio barbosi, nei week end o peggio durante la settimana.
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Week end milanese: laboratorio alla triennale

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Spesso mi dimentico di abitare a Milano. O meglio, me ne ricordo, eccome se me ne ricordo,  quando piove e non potendo andare in bici uso  i mezzi pubblici che  sono strapieni, in eterno ritardo, bloccati nel traffico; andare in auto un disastro, traffico e mancanza di parcheggio sono il mio incubo. Me ne ricordo quando osservo le piste ciclabili che si interrompono nel mezzo del nulla, però è tutto un fiorire di bike sharing; me ne ricordo quando i mezzi pubblici scioperano sempre di venerdì, e non solo loro; me ne ricordo quando dobbiamo portare a scuola la carta igienica, ma forse questo non è solo un problema di Milano. Me ne ricordo quando da “vera” milanese passo il week end fuori città.
Me ne dimentico invece in tutti gli altri  week end, quando in preda a pigrizia o al contrario a atteggiamento maniaco compulsivo da casalinga disperata passo le ore a pulire e riordinare spazi che in men che non si dica tornano al loro stato ordinario: il caos.
Eppure la città offre  soluzioni per ogni esigenza e non solo il solito cinema o le ore al parco.
Da oltre 10 giorni sono sola con i bambini, qualcosa mi devo pur inventare.
Già tempo fa, grazie al miosuperpapa del blog http://ilmiosuperpapa.blogspot.it/ avevo scoperto hangar Bicocca,( http://www.hangarbicocca.org/) uno spazio dedicato alla produzione, esposizione e promozione dell’arte contemporanea, dove sono presenti percorsi creativi kids. In quell’occasione prenotai una di queste manifestazioni portando anche un amichetto di Supernano. Peccato che invertii il giorno. Mi vergognai a morte e non vi sono più tornata.
Decisi di riprovare qualcos’altro appunto in questo week end e fra le numerose iniziative scelsi con supernano la triennale (http://www.triennale.it/it/ ).

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