Disavventure di uno sportivo

braccio

Supernano è uno sportivo. Di quelli che vivrebbero di sport e  palle di qualsiasi tipo.
Lo scorso anno ha giocato a basket con un dito rotto. Steccato dalla sottoscritta. Madre utile e degenere contemporaneamente.
Ma come si faceva a rinunciare alle ultime partite del campionato?
Quest’anno però ha voluto bissare e fare anche di meglio. Nel giro di 10 giorni due accessi al pronto soccorso. La mamma sarà pure medico ma non ha la sfera di cristallo e soprattutto non ha il dono dell’ubiquità.
Primo incidente al campus dell’oratorio.
Messaggio di wapp: “mamma mi sono fatto male al polso” e a seguire “non lo muovo” “mi fa molto male” “puoi venire a prendermi prima?”. Per la cronaca il ragazzo era dotato in via eccezionale di telefono perché dovendo lavorare io fino a pomeriggio inoltrato sarebbe dovuto tornare a casa da solo. Ecco, proprio quel giorno come sarei potuta uscire prima? Per una volta è stato coinvolto papàchef ma è chiaro che per l’aspetto medico si debba attendere il mio arrivo. E poiché per esperienza le fratture del polso, dette “a legno verde” nei bambini, sono subdole la mamma-medico diventa un po’ meno degenere del solito e decide di effettuare il primo accesso in pronto soccorso in veste di mamma. 5 ore di attesa per sentirsi dire “non è rotto ma mettiamo lo stesso un gessetto, torni però domani per il referto”. Stremata non ho osato ribattere e supernano ha vinto il suo primo gesso.
Il polso non era effettivamente rotto e decisi che 5 giorni erano sufficienti per una contusione. Anche perché lo sportivo doveva partire per il campus di tennis.

E qui l’altro inconveniente. Per fortuna a fine settimana. Proprio mentre attendevo felice il ritorno di microba e non avevo in testa null’altro che abbracciare la piccola di casa, squilla il telefono. Non so cosa mi spinse a rispondere ad un numero sconosciuto in un momento in cui non volevo avere altre distrazioni. Lacrime a fiume di supernano:  “mammmmmamaaammma ti passo il dottore”. Era vivo ma io morii all’istante. Quando ripresi il controllo di me stessa capii che si era “solo” tagliato un ginocchio. L’incidente gli valse i suoi primi due punti e il secondo accesso in pronto soccorso della vita. Questa volta senza mamma al seguito. E per fortuna perché le urla le si udirono anche a 100 km di distanza. Così come quelle lanciate nei giorni successivi, una volta a casa, quando mi toccò effettuare le medicazioni.

Ora è tornato intero. Muove ogni arto e ha ripreso a pieno regime le sue attività sportive. Lo devo limitare? No. Spero che i due eventi siano un caso. Ma in estate quanti rischi corrono bambini e non che praticano sport senza il giusto allenamento?

Comments

  1. fraga says

    ma noi abbiamo fatto di meglio…al secondo giorno di mare il pupastro ha pensato di saltare giù da un muretto e di rompersi ulna e radio, ovviamente frattura scomposta…riduzione della frattura in sala operatoria, notte in ospedale e gesso per 30 giorni. In conclusione tre settimane di mare con il gesso coperto da una protezione in gomma per permettergli di fare il bagno e giocare sulla spiaggia. Lunedì rimuoviamo il gesso incrociando le dita…

  2. Mamma Medico says

    @fraga, povero… direi si, avete fatto proprio di meglio…come va ora?

  3. fraga says

    Va molto bene, grazie. Muove polso e braccio senza alcun dolore ed è tornato a fare quel che faceva prima. Ci siamo solo astenuti dal mandarlo al centro estivo, dove poteva andare a cavallo, arrampicare e chissà che altro, per ovvi motivi precauzionali ma direi che è a posto. Certo il braccino deve ancora tornare normale ma i bambini sono incredibili, hanno una capacità di ripresa fenomenale. E poi non devono mancare i complimenti all’ortopedico che l’ha operato perchè è stato davvero bravo e la frattura orribile!!

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