Il trauma cranico nel bambino

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Tratto oggi di un “evergreen”, ovvero del trauma cranico nel bambino,  perchè, a parte riprendere i soliti, ma non scontati consigli, vorrei raccontare un’esperienza di così detta vita vissuta.
Qualche giorno fa un amichetto di microba all’inizio della sua avventura con la bici senza rotelle, ha fatto il primo volo. Caso ha voluto che io mi fossi allontanata dal parco giusto i 5 minuti dell’evento e quando, dopo una telefonata allarmata, arrivai di corsa, mi trovai di fronte ad una scena che da medico ma  soprattutto da mamma mi urtò parecchio. Era stata chiamata l’ambulanza (e fin qui nulla da dire, le ferite del capo, anche le più banali, sanguinano parecchio e il sangue fa sempre molta paura), trovai un ambulanziere che stava medicando il piccolo (che per fortuna stava benone), e dava alla madre informazioni alquanto scorrette su quello che sarebbe accaduto dopo, su chi avrebbe visitato il bambino, su che esami avrebbe fatto.
Ecco questo è il primo punto che vale per questo episodio ma per tutte le chiamate delle ambulanze: nessuno  può dire quale sarà il comportamento che terrà il medico del pronto soccorso,  per non spaventare ulteriormente gli interessati,  perchè quello che si valuta in una strada è ben diverso da quanto si evince da una visita in ambiente ospedaliero ma soprattutto perchè è solo un medico che può decidere degli esami e delle visite da effettuare.
Tornando al “nostro” trauma cranico, è fondamentale precisare che

Cosa fare se si “picchia la testa?” la maggior parte delle cadute dei bambini non ha risvolti negativi, poiché le ossa della testa sono robuste ed elastiche: si limitano a lesioni del cuoio capelluto, che essendo una zona ricca di vasi può sanguinare molto o a  bernoccoli e lividi.

  • Medicare la ferita: dopo averla lavata comprimerla con una garza sterile o un panno pulito x 10 minuti
  • Applicare il ghiaccio (sempre avvolto in un telo x evitare ustioni da freddo)
  • Calmare il bambino e osservare il suo comportamento: se riprende a giocare come prima o se tende ad assopirsi (chiaramente extra abituale orario del sonno).

Cosa non fare

  • Non dare subito da mangiare al bambino
  • Non somministrare farmaci antidolorifici (il farmaco potrebbe mascherare i sintomi che invece è bene evidenziare)

E’ normale:

  • che pianga a lungo x lo spavento
  • un episodio di vomito se la botta è stata forte
  • che abbia un fugace mal di testa

Ricordarsi che l’entità della tumefazione non è da porre in relazione alla serietà del trauma.
È sconsigliato recarsi subito in ospedale a fare radiografie del cranio (sono radiazioni inutili) e per tale motivo sconsigliate dalla maggior parte dei medici di Pronto Soccorso.
Se necessario è più indicativa e utile la tac. Molto meglio cercare di calmare il bambino e osservare secondariamente il suo comportamento. Se questo non è modificato non dovrebbero esserci problemi.
Da non dimenticare inoltre una cosa fondamentale: gli ospedali pediatrici sono in genere pieni di bimbi affetti dalle più disparate patologie: spesso per un accesso inutile si rischia di tornare a casa con altri e ben più sgradite patologie.

È necessario recarsi in Pronto Soccorso se:

  • il bambino ha perso conoscenza o ha convulsioni
  • fa fatica a respirare
  • ha subito un trauma al collo
  • ha meno di 1 anno
  • è sonnolento
  • ha vomito ripetuto
  • ha difficoltà nella visione, nella parola o nell’uso di un arto
  • perde sangue o liquido acquoso dal naso o dall’orecchio

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