Trauma cranico nei bambini: come comportarsi

Trauma cranico nei bambini

Quando l’altro giorno ho ricordato il trauma facciale dell’estate scorsa di Supernano, avevo rimosso che nella stessa giornata, poiché gli eventi “no” sono sempre accompagnati, Supernano era caduto una seconda volta.

Non contento del trauma procuratosi nella parte anteriore del capo e quindi del suo labbrone, aveva deciso di rallegrare le mie ore pomeridiane con un trauma posteriore. Un trauma cranico? Beh…non proprio, ma la corsa folle sul pavimento in cotto bagnato della piscina è stata causa di una caduta a gambe all’aria con conseguente contusione sacrale (ovvero una bella botta al sederino) e alla “capoccia”. Urla, strilli, la classica domanda “c’è sangue?” (e pensare che fino a poco tempo fa voleva fare il dottore), per fortuna il tutto si è risolto in un tuffo in acqua. E poi ancora corse. I supernani non imparano mai la lezione.

In realtà la maggior parte delle cadute dei bambini non ha risvolti negativi, poiché le ossa della testa sono robuste ed elastiche, ma si limitano a lesioni del cuoio capelluto, che essendo una zona ricca di vasi può sanguinare molto, ma anche bernoccoli o lividi.

Cosa fare se si “picchia la testa?”

  • Medicare la ferita: dopo averla lavata comprimerla con una garza sterile o un panno pulito x 10 minuti
  • Applicare il ghiaccio (sempre avvolto in un telo x evitare ustioni da freddo)
  • Calmare il bambino e osservare il suo comportamento: se riprende a giocare come prima o se tende ad assopirsi (chiaramente extra abituale orario del sonno).

Cosa non fare

  • Non dare subito da mangiare al bambino
  • Non somministrare farmaci antidolorifici (il farmaco potrebbe mascherare i sintomi che invece è bene evidenziare)

E’ normale:

  • che pianga a lungo x lo spavento
  • un episodio di vomito se la botta è stata forte
  • che abbia un fugace mal di testa

Ricordarsi che l’entità della tumefazione non è da porre in relazione alla serietà del trauma.

È sconsigliato recarsi subito in ospedale a fare radiografie del cranio (sono radiazioni inutili) e per tale motivo sconsigliate dalla maggior parte dei medici di Pronto Soccorso. Se necessario è più indicativa e utile la tac. Molto meglio cercare di calmare il bambino e osservare secondariamente il suo comportamento. Se questo non è modificato non dovrebbero esserci problemi.

È necessario recarsi in Pronto Soccorso se:

  • ha perso conoscenza o ha convulsioni
  • fa fatica a respirare
  • ha subito un trauma al collo
  • ha meno di 1 anno
  • è sonnolento
  • ha vomito ripetuto
  • ha difficoltà nella visione, nella parola o nell’uso di un arto
  • perde sangue o liquido acquoso dal naso o dall’orecchio

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