11 ottobre: Giornata Internazionale delle bambine

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Da mamma di figlia femmina, ma anche di un maschio da educare al rispetto per le femmine, non posso trascurare l’evento di oggi: la Giornata Internazionale delle Bambine.
Che cosa significa essere bambine oggi? Perchè tante bambine nel mondo vengono sfruttate, seviziate, maltrattate solo per il fatto di essere rappresentanti del genere femminile?
L’11 ottobre è stata proclamata dall‘Onu, la Giornata Internazionale della Bambina. In tante città del mondo questa data verrà celebrata con dibattiti, convegni, concerti ed iniziative.
Perchè purtroppo ancora oggi, alla fine del 2015,  ogni giorno occorre difendere  il valore della femminilità.
Una bambina su quattro ha subito un abuso, le mamme bambine sono 16 milioni e sono almeno due milioni e mezzo le minori costrette ad abortire senza strutture sanitarie adeguate. Chi partorisce a meno di 15 anni, invece,rischia di morire durante il parto cinque volte di più di una ventenne.


Ma il percorso a ostacoli di una bimba inizia già prima della nascita, con gli aborti selettivi che colpiscono soprattutto le piccole cinesi e indiane. E chi nasce deve superare i primi anni di vita. In India, il tasso di mortalità delle bambine fra zero e cinque anni
supera del 75% quello dei bambini. Soprattutto per malnutrizione.
In tal modo il corpo non cresce in maniera idonea, ma poi , spesso viene anche volontariamente modificato: in Africa e in alcuni paesi asiatici e mediorientali almeno 12 milioni e mezzo di ragazzine fra i 10 e i 14 anni subiscono mutilazioni ai genitali femminili.
Ci sono poi altre pratiche meno note, come la “stiratura” del seno in uso nell’Africa centro-occidentale che colpisce circa 10 milioni di adolescenti: ai primi segni di pubertà, le madri schiacciano i seni delle figlie con pietre o metalli bollenti per cancellare i segni dello sviluppo e preservarle dalle violenze sessuali. Gli effetti fisici sono però spesso devastanti come quelli delle mutilazioni genitali.  
Anche le bambine, come i loro coetanei maschi, sono spesso costrette a lavorare: nei campi o nei servizi diventando schiava in case altrui.
Da non dimenticare poi  tratta e prostituzione.
C’è poi la sudditanza nei confronti della famiglia e  del compagno. Il 56% dei 150 milioni di ragazze che secondo l’Oms hanno subito violenze sessuali, le ha subite in famiglia. Fra i ragazzi, dei 73 milioni che hanno subito abusi, solo il 25% li ha sperimentati in casa. 
Nei paesi in via di sviluppo più della metà delle ragazze, il 53%, è convinta che il marito sia autorizzato a picchiare la moglie, in certe circostanze.

Ecco, almeno oggi non dimentichiamo. Quando abbracciamo le nostre profumate e coccolate cucciole, quando le osserviamo giocare con i lego o con le bambole, quando fanno il capriccio per la maglietta o un paio di scarpe, quando sono orgogliose per aver tolto le rotelle alla bici, hanno fatto un disegno o imparato a scrivere il loro nome, ecco, ricordiamoci che in qualche parte del mondo, talora non tanto lontano da noi, altre bimbe come le nostre non solo non hanno tutto questo, ma vivono e provano situazioni che non dovrebbe vivere o provare neppure un adulto.

 

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