8-9 maggio mammacheblog

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Finalmente sono riuscita a mettermi al pc per scrivere di questa fantastica impresa. Premetto che io non ho potuto partecipare alla giornata di venerdi per problemi di lavoro, ma sabato fin troppo presto ero al palazzo delle stelline. Quest’anno cambio di location per un’iniziativa che dura da anni ma a cui io raramente sono riuscita ad essere presente: il periodo è sempre quello full per recite a scuola, feste o saggi di fine anno. Inoltre io sono una mamma blogger solo perché ho appunto un blog che per altro spesso trascuro, molte ne hanno fatto una sorta di lavoro oppure sono più assidue di me scrivendo di notte. No, non ce la posso fare…
Da non dimenticare che sotto un certo aspetto sono una mamma “navigata” e non solo perché ho passato i 40 ma perché sono da un pezzo fuori dal tunnel delle mamme, inteso gli argomenti più comuni: nanna, pappe, cacche, vaccini, scelta nido/baby sitter. Che poi una mamma fuori dal tunnel non c’è mai, ma spesso ci vuole anche entrare a capofitto da sola…

eeee

aaaaa
Alla luce di tutto questo mi sono chiesta se valesse la pena la mia partecipazione a mamma che blog. Oggi a caratteri cubitali scrivo “CERTO”. Perché di mamme nella mia situazione ce ne sono tante, anche con figli più grandi e qualcuna ha addirittura dato una svolta al suo blog di mamma.  Gli  argomenti trattati sono stati i più svariati. Perché sei una mamma, è vero, ma non è l’unico interesse che hai.
Non è facile fare un sunto ma cercherò di essere ultra schematica su due dei temi più caldi: il mondo di internet e la gestione di un blog

  • bisogna essere genitore nella vita offline ma anche nella vita online dei figli
  • spesso si amplifica la percezione del rischio nella vita reale ma si sottovaluta il rischio del virtuale
  • dobbiamo diventare esperti di rete prima noi genitori, perché spesso non si sa di cosa si parla
  • cosa chiedono le mamme ad un blog? realismo, spontaneità, consigli, ironia.
  • Le chiavi di successo per un blog ideale sono “il non salire in cattedra” ma capire e condividere; non nascondere debolezze e paure; non raccontare l’ideale ma la verità nel bene e nel male; dare dritte, informazioni, indicazioni, non soluzioni; sdrammatizzare, divertire, intrattenere, non auocelebrarsi.
  • Nel caso delle mamme dei piccoli il blog ha una finalità funzionale e di servizio, l’approccio è di svago e intrattenimento con contenuti eterogenei, nel caso di mamme di bambini più grandi. Il blog all’inizio è pertanto una scialuppa di salvataggio, ma man mano che i bambini crescono le mamme hanno bisogno di altro, di altri aspetti.

Inutile dire che la parte a mio avviso più interessante è stata quella relativa alla tecnologia. Per ora mio figlio usa tablet e smartphone principalmente per l’aspetto ludico, ma gli abbiamo già insegnato a sfruttarlo per ricercare termini o immagini quando studia. Non ultimo questa sera per la pronuncia di termini inglesi data l’assenza di papàchef e la mia assoluta incompetenza in materia.

Ma il libro di Pellai, oratore all’evento è già sul comodino per non trovarmi impreparata quando per forza di cose anche super nano sconfinerà…

2015-05-18 23.26.11

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