Asilo nido: la mia esperienza

asilo nidoProseguendo nel lavoro di recupero dei post andati persi, ecco quando microba ha iniziato la sua avventura all’asilo nido.

22 settembre 2011: Lo avevo accennato qualche giorno fa: microba ha cominciato il nido. Come è andata? Per lei direi tutto sommato bene, per me un po’ meno. Sarò strana io, ma nonostante la stessa struttura e le educatrici che già conoscevo, ho avuto un approccio emotivo completamente diverso rispetto a quando ha cominciato Supernano. Microba piange un pochino quando me ne vado, ma poi non ha particolari problemi a rapportarsi con adulti e coetanei, mentre io esco con “il magone” pensando a quel pianto fino a quando le educatrici non me la riconsegnano nel primo pomeriggio. Passerà, lo so. E so anche che per lei è una bella esperienza di crescita.

Quando si ha un bimbo ed entrambi i genitori lavorano uno dei primi problemi a presentarsi è a chi lasciarlo alla ripresa del lavoro della mamma. È meglio tenerlo a casa o mandarlo al nido? La tata o la nonna?

Ovviamente ogni scelta ha i suoi pro e i suoi contro e va adattata alla singola famiglia. I pediatri sconsigliano l’asilo nido per via delle troppe infezioni  ricorrenti, in realtà, e chi lavora in un nido confermerà, non è detto che tutti i bambini si debbano costantemente ammalare. Inoltre il sistema immunitario è ancora in fase di maturazione, se l’esposizione ai germi non avviene subito il problema si ripresenterà alla scuola materna. Al nido il bambino impara a socializzare, impara le regole, viene migliorato il suo sviluppo linguistico, impara ad essere autonomo e soprattutto viene stimolato a giochi e lavoretti con materiali che a casa non si usano. Ovviamente è anche un lavoro considerando che i nostri figli sono fuori casa almeno 8 ore, si devono svegliare presto e devono uscire con qualsiasi condizione climatica. 

L’alternativa e tenerli a casa.

In Italia ben il 35% delle mamme che lavora lascia il bambino alle cure della nonna con la convinzione che sia un’importante figura di riferimento e che nessun professionista può dare al bambino un amore pari a quello dei nonni. Inoltre è una soluzione….a costo zero. È inevitabile che anche in questo caso ci siano dei possibili svantaggi: l’eccesso di vizi, il mancato rispetto dei ruoli nonna-madre, il riemergere di conflitti precedentemente irrisolti. Chi non può o non vuole affidare i bimbi ai nonni ha l’opzione baby sitter. Economicamente molto impegnativa anche se con la tata Il bambino può stare nel suo ambiente e si elimina il problema di svegliare il piccolo e di farlo uscire anche nelle giornate più fredde. Una tata inoltre permette turni di lavoro un po’ più lunghi e flessibili rispetto a chi sceglie l’asilo nido.

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