Febbre nei bambini: quando l’origine è sconosciuta

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Qualche tempo fa su un gruppo fb una mamma, stufa delle continue febbri della sua bimba, chiedeva informazioni su pediatri che si occupassero di febbri periodiche e affini. Io avevo già parlato di pfapa e anche del fatto che secondo i pediatri per i bambini in età prescolare un numero di episodi febbrili/infettivi fino a 6-8 all’anno, è normale. Normale forse, scocciante sicuramente.
La febbre nei bambini oltre ad essere spesso un motivo di allarme per la salute  è anche un motivo di preoccupazione per l’organizzazione famigliare che salta.  In età pediatrica nella maggior parte delle volte ha una causa facilmente riconoscibile, come le infezioni respiratorie o intestinali, altre volte la causa è meno comune ma riconoscibile con dei comuni esami del sangue (è il caso della mononucleosi, che spesso-quando sintomatica- si manifesta con febbre inspiegabile).  Esistono però casi in cui l’aumento della temperatura resta senza apparente spiegazione anche dopo un’accurata anamnesi e un’attenta visita.


Secondo un recente studio condotto dal Policlinico di Milano, in 1 caso su 5 la febbre ha origini sconosciute. Si parla di FUO, Fever of Unknown Origin, per la quale proprio al Policlinico è stato realizzato un Centro dedicato e specializzato nel trattamento dei soggetti a rischio o che necessitano di un iter diagnostico-terapeutico complesso.
La FUO è caratterizzata da un rialzo della temperatura corporea al di sopra di 37,9°C, che può persistere per settimane senza un’apparente spiegazione. Tra le cause, oltre alle infezioni, anche le malattie autoinfiammatorie, autoimmuni o patologie rare ad eziopatogenesi non completamente nota, tra cui la malattia di Kawasaki. Una tempestiva diagnosi dei casi di Fuo è fondamentale per individuare la terapia più adeguata ed evitare una lunga serie di esami ed inutili  antibiotici.  
Per arrivare ad una diagnosi l’anamnesi deve indagare i seguenti aspetti: storia familiare di malattie infettive (TBC, HIV, Epatiti virali ecc.), malattie autoimmuni, infiammatorie o onco-ematologiche. Storia personale di infezioni (considerate spie di immunodeficit soprattutto per bambini di età inferiore all’ anno).  Si devono valutare la  durata e il tipo di febbre;  i segni e i sintomi associati; le terapie farmacologiche concomitanti (per escludere la febbre da farmaci) eventuali viaggi in Paesi in via di sviluppo.
Per quanto riguarda gli esami, indispensabile emocromo con formula leucocitaria, esami ematici di routine in toto, comprensivi di immunoglobuline; esame urine con esame del sedimento + urinocoltura;  emocoltura (su tre campioni), sierologia per i comuni virus. Fra gli esami strumentali utili la  radiografia del torace, il test mantoux  e l’ecografia dell’ addome.

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