I giorno di scuola: una nuova avventura

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È passata una settimana ed ora, più calma, sono qui a ricordare e raccontare. Di questo primo giorno di scuola in una Milano bollente. Di questa nuova avventura. Microba è in prima elementare. E ormai non dovrei più chiamarla così. Ormai è grande, ormai è una scolara, ma per me sarà sempre la mia piccola microba, quello scricciolo che oltre 6 anni fa avevo timore a “maneggiare”. Ora ha uno zaino più grande di lei, pieno di voglia di imparare, di conoscere, di sapere. Ora sa leggere e scrivere: ha imparato da sola. E non concepisce che la maestra non abbia ancora dato i compiti. “Perché la maestra è brava, anche molto carina, con dei bei vestiti e i tacchi. Ma parla, parla, e non ci fa fare i compiti”. Perché microba vuole imparare ma non trascura la femminilità. E non può non notare scarpe e orecchini dalla sua giovane insegnante. 

E questo è stato il nostro esordio. Il suo racconto all’uscita da scuola di questo lungo 12 settembre 2016.
Io ancora agitata perché nonostante non avessi fatto alcuna richiesta su maestre o compagni, in cuor mio alcune speranze le avevo. Vane. Nell’elenco della classe,  appeso nell’atrio della nuova, ma vecchia scuola,  nessun nome conosciuto. Delle maestre note neppure l’ombra. Ero così tesa che nel grande cortile pieno di bimbi che mi sembravano piccoli, molto piccoli, non sono riuscita neppure ad emozionarmi. Mi guardavo intorno con ansia cercando di individuare genitori e bambini della nostra nuova classe. Poi è arrivata lei. Sono la maestra della prima E. E mi è subito piaciuta. Giovane, carina, ma anche molto propositiva e … tosta. Quello che ci vuole per la mia ribelle microba. Dopo le presentazioni, la canzoncina d’ordinanza e le numerose foto, i saluti. Ho passato l’ora che mi separava dall’orario di uscita, davanti al portone con una mamma di un’amichetta dell’asilo. Non so cosa ci siamo dette. Avevo il cuore a mille e continuavo a controllare l’ora. Urgeva sapere il pensiero di microba.
Che ovviamente mi stupì.
La settimana è volata. E anche io in effetti. Causa orario ridotto ho dovuto ridurre anche io le mie ore lavorative perché almeno i primi giorni volevo esserci all’entrata e all’uscita. Poi è intervenuto il santo nonno.
E domani cominciamo a pieno regime. Prescuola e mensa. E adesso si che sono un po’ emozionata per i miei bambini che per poco meno di un’ora al giorno saranno nella stessa classe, insieme su una strada comune, lui ormai alla fine, lei all’inizio.

Comments

  1. says

    Ciao mamma medico,
    ti ho appena scoperta grazie a twitter! Mi sto infilando con enormi pasticci informatici in questo meraviglioso mondo delle blogger.
    La mia Becky ha iniziato la prima elementare e così leggo questo tuo post con molta partecipazione e qualche lacrima mammesca.
    Sei anche un medico, che bellezza, mi servirai! 😉
    A presto,
    Silvia blogger neonata

  2. says

    Grazie per aver condiviso questa emozione! Il 3enne ha iniziato la materna, abbiamo già fatto amicizia con mamme e bambini, la scuola mi sembra buona, ma sto ancora cercando di capire se le maestre sono valide come mi sono apparse. Comunque il commento su scarpe e vestiti è TOP…il bello di avere una femminuccia! ahahah che però non trascura neanche l’aspetto pedagogico, mitica!
    Tra l’altro oggi è scoppiato il primo caso di scarlattina, capito qui per caso ma già che ci sono (visto che la pediatra nostra oggi non c’è…) volevo chiederti….P. l’ha già avuta, sai se può riprenderla? Grazie se avrai voglia e pazienza di rispondere, per il resto seguirò anche questa nuova avventura!!

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