La fine della scuola elementare

 

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8 giugno. E le elementari  finite.
5 anni fa ho consegnato agli insegnati un bambino, mi hanno restituito un ragazzino.  
Un ragazzino attento, sensibile, acuto e arguto. Un ragazzino che per fortuna è ancora un po’ bambino, che mi abbraccia e mi bacia forse più di prima, un ragazzino con cui rido, che mi fa ridere, un ragazzino che prendo in giro e che mi prende in giro, un ragazzino  di cui sono orgogliosa ma che spesso strozzerei, un ragazzino per cui vorrei fermare il tempo, tenere così,  ma che io stessa spingo verso il suo futuro, come un aquilone in alto verso il cielo.
Con tutto l’amore e la malinconia che solo una mamma può provare.


5  anni sono passati, 5 anni sono volati eppure sono stati così intensi.
5 anni di lettere, di numeri, di letture ma di tanto tanto gioco, di corse in cortile e di tiri al pallone. 5 anni di feste di compleanno, di pigiama party di ritrovi al parco. Bambini di tutte le regioni di Italia, di molte nazioni, di diverse religioni, che solo fra di loro avrebbero potuto imparare la geografia. Hanno imparato a conoscere la diversità, a farne tesoro e ad essere uniti grazie anche a questa.
Non sempre le classi sono come un genitore le aspetta, ma spesso un genitore non sa che non deve pensare per sè ma per il  proprio figlio.
E sono contenta che supernano sia sempre stato sereno e abbia affrontato in maniera tranquilla il suo percorso.
Ora è arrivato alla prima tappa. Lui è contento, io piango. Di nascosto ma piango.  
Questo è solo l’inizio di una lunga e infinita strada di passi avanti che spero di vivere e condividere con lui.    
Bisogna essere consapevoli che la vita è un ciclo continuo, che non ci si può fermare per sempre dove si sta bene, perchè per crescere si deve andare avanti, sempre curiosi del futuro.
Il  prossimo sentiero è stato con non poca  difficoltà scelto da noi genitori: la scuola media non di quartiere. Supernano lo imboccherà con la sua solita grinta ma anche con il suo “aplomb”, ne sono certa. Così come sono certa che la sua mamma continuerà a nascondere nelle tasche le lacrime…

 

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