La scelta della scuola primaria

scuola

A settembre microba comincerà la I elementare. E a giorni dovrò fare l’iscrizione.
Scusate, io sono vecchia, sig sig, in realtà si chiama scuola primaria.
Indipendentemente dal nome mi dovrete sopportare a lungo con questa storia.
E si, perché per me è un vero colpo. Microba è microba, la mia cucciola, che proprio cucciola ormai non è più, ma non riesco ad immaginarmela con lo zaino.
Sono riuscita a scamparla lo scorso anno, ma questo, giustamente, proprio no.
Microba è nata in aprile, avrebbe potuto essere un’anticipataria e sono dovuta andare a firmare per rinunciarci. Perché nonostante lei abbia una voglia matta di andare alla scuola di suo fratello, io ho preferito farle percorrere le giuste tappe.
Ovviamente per dimostrarmi che avevo sbagliato tutto microba si è ostinata a voler scrivere, un mese fa, da sola, ha iniziato a leggere e per ora ha accantonato la matematica (“mamma, dai, fammi fare i conti”- diceva-), altrimenti saremmo arrivati alle tabelline.
Comunque, dicevo, ormai ci siamo.

Sui gruppi di mamme di facebook è un continuo domandare di queste “benedette” date; scriviamole una volta per tutte: a partire dal 22 gennaio e fino al 22 febbraio saranno aperte le iscrizioni per gli alunni che iniziano il primo ciclo di studi. Se si tratta di scuola privata c’è molto poco da dire: ci si informa in sede, si iscrive il bambino, si paga la retta e il gioco è fatto.
Per la scuola pubblica invece,  come gli anni scorsi, le procedure di iscrizione della scuola primaria, secondaria di I e II grado si effettuano on-line accedendo al sito del ministero dell’istruzione ove è possibile trovare tutte le informazioni utili.
L’iscrizione alla scuola dell’infanzia, invece, resta cartacea.


Per poter iscrivere i propri figli è necessaria la registrazione sul portale della pubblica istruzione a partire dalle ore 08:00 del 15 gennaio 2016.
E fin qui tutto abbastanza chiaro.
Ma su che base scegliere la scuola primaria? Per noi è facile. Microba frequenterà la stessa scuola di quartiere di suo fratello. E per un anno andranno e torneranno insieme. Il mio arduo compito è solo, si fa per dire, quello di individuare l’insegnante migliore per microba. Cosa non facile, sia perché non è detto che quello che io penso vada bene per lei vada effettivamente bene, sia perché non è detto che poi sia accontentata nella scelta.
Chi invece è al primo figlio o vuole/deve cambiare scuola cosa deve considerare nella scelta?
– I POF: sono i piani di offerta formativa che cambiano ogni anno e stabiliscono quali saranno i programmi che verranno seguiti dai bambini. Nella maggior parte delle scuole sono spiegati durante gli  open Day, giornate di “scuola aperta” in cui è possibile visitare gli ambienti e le classi, parlare con le insegnanti.
– confrontarsi con altri genitori: nessuno meglio di loro saprà darvi testimonianza di come si è trovato in quella scuola e di come sono gli insegnanti. Anche se poi è tutto soggettivo!
– La distanza: scegliere una scuola vicino casa permetterà di essere meno stressati al mattino, di non essere costretti ad usare l’auto o i mezzi pubblici e il bambino avrà maggiori probabilità di farsi degli amichetti nel quartiere con il quale studiare o giocare di pomeriggio.
– L’orario: sono previsti diversi modelli di orario settimanale. Vi possono essere classi funzionanti per 24 ore settimanali e classi con orario a 27 ore. In base alle disponibilità di organico di docenti, possono funzionare anche classi a 30 ore settimanali. Le famiglie, al momento dell’iscrizione, indicano in ordine di preferenza i modelli orari di maggiore gradimento, ma le preferenze sono accolte dalla scuola in base alla disponibilità di organico docenti e anche in base al numero dei genitori richiedenti, perché il numero di classi da costituire non è illimitato e deve essere costituito da un numero minimo di alunni. Esiste inoltre la possibilità di orario settimanale a tempo pieno per 40 ore settimanali, compresa la mensa scolastica (obbligatoria per tutti gli alunni) con attività di insegnamento al mattino e al pomeriggio, e per cinque giorni alla settimana. I genitori possono richiedere il tempo pieno solo nelle scuole dotate di questa particolare modalità organizzativa che richiede spazi attrezzati, locali appositi e servizi di mensa.
– Oltre all’offerta formativa, è importante valutare anche la presenza di servizi aggiuntivi. Essi cambiano al variare del POF: il servizio di pre scuola con orario anticipato rispetto alle lezioni e un servizio di post scuola con orario posticipato rispetto a quello di uscita; l’eventuale trasporto con scuolabus o pedibus, la  presenza della mensa che non viene erogata dal ministero della pubblica istruzione ma dal comune di residenza. È utile inoltre  informarsi se a scuola sono previste attività sportive o culturali da fare dopo la scuola.

 

 

 

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  1. […] e quest’anno ho scoperto i quindici giorni di settembre anche per  microba che inizia la prima elementare. A proposito di microba, è arrivata la mail dal ministero di conferma della sua iscrizione alla […]

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