La scuola materna

La scuola maternaMartedì  microba ha cominciato la scuola materna, è stata una giornata importante tutta dedicata a lei: la mamma a casa, amici e conoscenti che chiedevano come fosse andata, la telefonata dei nonni, il resoconto al papà alla sera. Gongolava delle attenzioni ricevute ma era subito pronta a controllare che il fratello, in procinto di iniziare un altro anno di scuola elementare, non la surclassasse. E così mi è toccato comprare un quaderno anche per lei. Per andare alla nuova scuola. “Perché, sai mamma, oggi mi sono mozionata”. (ha detto proprio “mozionata”, non è un refuso).  E mi ha fatto così tenerezza!

E salendo su una scalinata della scuola materna, che ai suoi occhietti di bambina deve essere sembrata immensa, tenendomi per mano, mi ha chiesto: “mamma, ma tu oggi stai con me? Non vai a bere il caffè o a lavorare?”.

E io a stento ho trattenuto le lacrime. Non è vero che l’aver già vissuto le esperienze con il primogenito renda immuni. Microba è microba, è diversa da Supernano e anche io con lei sono mamma in maniera diversa.

E adesso, nonostante mi sembri sempre uno scricchiolino, sta diventando grande. E i 3 anni in effetti iniziano ad essere una bella età: è il tempo dell’immaginazione, della consapevolezza di essere un individuo a sé; un’età di grandi conquiste sia motorie che cognitive, di autonomia e abilità. C’è ancora tanto bisogno di ricevere sicurezza e  rassicurazioni, ma l’ingresso alla scuola materna è la conferma di questa veloce crescita.
E microba per questo è proprio una bambina da manuale: corre veloce avanti, ma poi torna indietro tra braccia sicure, in ogni modo e con ogni possibile forma di testardaggine vuole mostrare la sua bella personcina, negli ultimi mesi ha affinato il linguaggio sia in vocaboli che in frasi compiute, è autonoma e in grado di giocare per ore con bambini di ogni età anche senza cercarmi, ma poi una volta a casa pretende coccole su coccole e non mi lascia neppure un minuto.

E questa nuova avventura alla scuola materna sembra essere cominciata bene: le maestre le sono subito sembrate simpatiche, è in classe con una sua amichetta del parco, mi ha chiesto come mai non potesse fermarsi a mangiare. Insomma le premesse ci sono tutte per un felice (e veloce, aggiungo da mamma lavoratrice) inserimento.

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