Mammacheblog: io c’ero

Ormai sono una veterana del mammacheblog. Ogni anno aspetto con trepidazione la pubblicazione della data in modo da essere libera da impegni lavorativi. Poi sistematicamente riesco a partecipare solo alla giornata del sabato, ma meglio di nulla. Quest’anno poi avevo un’attiva accompagnatrice: Microba.

ceciRicordandosi di quanto si fosse divertita l’anno prima, ha voluto partecipare fin dall’inizio della giornata rinunciando al suo amato corso di nuoto. Mi ha salutato senza le solite smancerie e fin da subito si è trovata in sintonia con le altre bimbe e con le bravissime ragazze dell’animazione. Ha partecipato con passione al laboratorio organizzato grazie a fabbri sulla preparazione dei ghiaccioli (unico neo non essere poi riuscita a mangiarli) e si è rammaricata che non l’avessi iscritta al laboratorio di cucina. Ma mi sono svegliata troppo tardi e non c’erano più posti.

torta

E io? Io ogni anno apprendo cose nuove e nuovi spunti per gestire il blog. Soprattutto considerando che ormai sono mamma di figli grandicelli ho sempre il timore che arrivi il momento dello stop. E infatti la domanda se il blog “mammesco” sia morto è arrivata. No, non è morto, ma è indispensabile andare oltre i confini, sia geografici sia del blog stesso. Dobbiamo essere unici e portare le nostre competenze nell’ambito “famiglia”. E poi “fare famiglia” con gli altri blog, prendere spunti, che non vuol dire copiare. 

hbSi è parlato poi di blogger con velleità. In genere il passaggio è blog => libro. Anche io ho delle velleità che però non è la scritture. La mia velleità è sempre tecnologica ed è la mia app “SOS MEDICO“.
Ed ho avuto modo di parlare grazie a Hub Dot una comunità di donne e le loro storie per ispirare e connettersi. Giallo, verde, rosso, viola o blu, per trovare il missing link: un’amica, un lavoro, un progetto, un’idea o un sogno. Grazie Simona Barbieri!
Come sempre poi, sono stata presa dalla timidezza e non ho avuto il coraggio di cercare le blogger che seguo più assiduamente ma ne ho conosciute altre, sicuramente meno timide di me, che inizierò a seguire.
In attesa del prossimo mammacheblog…

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