I pediatri promuovono “con riserva” l’uso di tablet e app

tablet

Supernano a due anni mi ha insegnato l’uso del telecomando del televisore nuovo, poco più grande accendeva e spegneva il pc, ha imparato a scrivere frasi compiute prima dell’inizio della scuola elementare mandando i messaggi su whatsapp. Quando mi si “impalla” il telefonino chiedo a lui per risolvere il problema (non ho ancora imparato a rimuovere la batteria dello smartphone). Microba parla di app, giochini scaricati e video su youtube come io oltre 30 anni fa parlavo di Barbie e Cicciobello.
I miei figli, come la maggior parte dei loro coetanei sono figli dei loro tempi e della tecnologia. Io ricordo ancora l’acquisto del primo computer quando dovevo preparare la tesi di laurea; lo trattavo come una reliquia e per molti aspetti era “un perfetto sconosciuto”, per supernano e microba sarebbe strano non averlo, un computer.

Detto questo, la domanda un po’ scontata è sempre la stessa: questi bambini digitali dovrebbero avere libero accesso ai dispostivi elettronici?
I medici dell’American academy of pediatrics (AAP) in questi giorni riuniti a San Diego per il congresso nazionale sconsigliano l’uso di tablet, app e schermi elettronici prima dei 2 anni di età perché a quest’età va preferita l’interazione umana al virtual. Per quanto riguarda invece i bambini più grandi possono avere accesso a giochi, film e app a misura di bambini ma con prudenza: meno di 2 ore al giorno, che includano anche il tempo passato davanti alla tv e, sempre, con la supervisione di un adulto.
D’accordo con queste indicazioni gli specialisti della Società italiana di pediatria (SIP).
Le ultime linee guida precedenti risalivano al 1999 e scoraggiavano “l’elettronica” come  programmi tv, videocassette e dvd nei piccoli. Da allora sono passati 15 anni, la tecnologia è profondamente cambiata e i bambini hanno accesso a dispositivi touchscreen disponibili ovunque; quello che non deve mai cambiare però è l’atteggiamento di prudenza. La tecnologica permette di avere nuove opportunità e alcuni programmi, quando ben studiati, favoriscono lo sviluppo dei bambini; sarebbe negativo negare ai bambini l’accesso al mondo digitale, ma sarebbe ancora peggio un accesso illimitato a quel mondo.

 

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