Pensieri di fine anno…

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Papàchef è in montagna con i bambini. L’ho già scritto e lo riscrivo. Sembra che sia per tutti un evento stratosferico, di quelli da fine del mondo. Il primo commento di chiunque lo venga a sapere infatti non è tanto “beata, te, goditi la libertà” o cose simili, bensì “che bravo! Il mio non lo avrebbe mai fatto”. Che papàchef sia benissimo in grado di gestire i bambini non ne ho mai fatto mistero, ma da lì a immolarlo santo ce ne corre.
Perché dico questo? Non tanto per sminuirlo ma per “normalizzarlo”.
I nuovi papà giocano con i figli, leggono storie, accompagnano al parco, insegnano ad andare in bicicletta. E allora? Non lo facevano forse anche tanti dei nostri padri? E no, fanno di più: cambiano pannolini, danno il biberon, qualcuno mette anche a nanna permettendo in tal modo  alle compagne di uscire alla sera. Miracolo! Queste cose forse i nostri padri le fanno con i nipoti. E poi? La gestione quotidiana? Ecco qui i problemi… i cassetti questi sconosciuti, la lezione di calcio o nuoto difficile da collocare nella settimana, il nome degli amici o delle insegnanti un mistero…Perché se io rimango sola con i bambini quando lui è via per lavoro è routine, quando li porto in vacanza in estate è normalità per una mamma, quando invece è un papà a fare tutto ciò è proprio bravo? Perché all’alba del 2014 questa tanto sognata parità non esiste? O meglio, esiste ma è solo fittizia?
Per non parlare ovviamente del trascorrere intere giornate senza la mamma. E non crediate che sto generalizzando. Sono solo alcune delle voci raccolte da amiche o leggendo in giro sui blog.
Di chi è la colpa? Forse in parte di questi padri che non riescono o non vogliono fare il padre al 100%. Ma forse anche nostra. Perché a questi papà non diamo fiducia, non crediamo che possano sostituirci, pensiamo che “come vestiamo/imbocchiamo/coccoliamo” noi, nessuno lo sa fare con il pupo. Ditemi se sbaglio, se, almeno  inconsciamente non è così.
Causa il mio lavoro papàchef ha da subito dovuto, come e quanto me, occuparsi dei bambini in mia assenza. Non nego che tante volte ho o avrei avuto da ridire.
È normale. Rientra nella normalità di una moglie brontolona dopo 10 anni di matrimonio.
E anche in questi giorni chiamo e rompo. “hanno mangiato? anche la frutta?e la merenda? Li hai coperti/cambiati/lavati?” etc etc… che ci posso fare, sono una mamma.
Ma so anche che i miei bambini stanno bene, sono tranquilli e si divertono. A loro non importa aver indossato una maglietta con una macchia o non aver mangiato il mandarino. Imparano a vivere e a fare cose diverse.
E a volte è meglio così. 

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