Sterilizzazione e sterilizzatori: come e cosa si sterilizza e per quanto tempo

Sterilizzatore e sterilizzazione

Una delle differenze di comportamento fra la mamma al primo figlio e la mamma più “esperta” è eclatante nel campo della sterilizzazione. Mi ricordo che con Supernano avevo l’accortezza (o la fobia) della sterilizzazione. Amici mi avevano regalato (su mia richiesta) un bellissimo sterilizzatore a vapore che mi ha accompagnato ovunque per molti mesi. Con microba non l’ho neppure tirato fuori. A mia discolpa devo dire che per fortuna lei ha avuto meno bisogno del biberon e per i ciucci utilizzavo la sterilizzazione a freddo.

Ma cos’ la sterilizzazione? Come si sterilizza e soprattutto cosa e per quanto tempo?

La sterilizzazione è una pratica che, sfruttando diverse metodiche, permette di eliminare microbi e batteri dalla superficie di ciucci, tettarelle, posate, bicchierini, giochi, tazzine e tutto ciò che entra a contatto con la bocca del bambino. Le opinioni dei pediatri in proposito sono più disparate: si va dallo spartano “non è necessario sterilizzare, basta lavare bene“, al “è necessario farlo nei primi 3-4 mesi di vita” oppure “finchè il bimbo non tocca e porta alla bocca oggetti vari” al “finché assumerà latte col biberon, esso va sterilizzato tassativamente“. In questo ginepraio è necessario tentare di fare un po’ di chiarezza.

A causa di difese immunitarie ancora poco sviluppate (in particolare le immunoglobuline di tipo A) è bene evitare che la bocca e tutte le mucose del bimbo vengano spesso a contatto con germi. Quindi, almeno finché il bimbo non sarà capace di maneggiare oggetti e giochini vari, finchè non gattona per terra (circa 7-8 mesi), sarebbe meglio sterilizzare qualsiasi cosa venga poi messa in bocca o tenuta a lungo in bocca dal piccolo (ciucci, tettarelle, biberon).

Dopo tale età, non ha più senso. Sarà necessaria un’accurata igiene di tutto quello che riguarda il cibo del bimbo, con acqua corrente e detersivo, prestando molta attenzione al risciacquo. Ancor meglio la lavastoviglie per piattini e bicchierini ma anche per i biberon (non ciucci e tettarelle e comunque è sempre buona norma controllare se sotto le stoviglie è presente l’icona “lavabile in lavastoviglie”). Sarà inoltre importante dedicarsi ancor più attentamente alla pulizia di tutta la casa, soprattutto dei pavimenti. Chiaramente non bisogna diventare fobici dell’igiene, perché in un certo senso i germi immunizzano e credo che avendo poco tempo a disposizione al bambino faccia meglio un giro al parco che un pavimento lucido.

Esistono 2 metodi di sterilizzazione: a caldo e a freddo.

Sterilizzazione a caldo

  • Mediante l’ebollizione, ovvero il vecchio “rimedio della nonna” , l’unico fino a qualche anno fa. Questo metodo è molto semplice perché è sufficiente far bollire in una pentola piena d’acqua tutti gli oggetti per almeno una ventina di minuti, al termine si asciugano con uno strofinaccio in puro cotone, pulito. Questo metodo, oltre ad essere poco pratico, è spesso poco efficace
  • Mediante il vapore: con l’uso di sterilizzatori a funzionamento elettrico. La sterilizzazione a caldo è principalmente un metodo di sterilizzazione fisico perché utilizza il potere dell’acqua ad alte temperature per eliminare microrganismi e batteri e il sistema sfruttato dallo sterilizzatore è molto simile a quello tradizionale della bollitura. Si inserisce la giusta quantità d’acqua all’interno di un contenitore mentre biberon e ciucci si posizionano nel cestello, poi si aziona il timer. Il un tempo standard è di 10 minuti. In alcuni modelli è possibile sterilizzare il tiralatte della stessa marca e accessori connessi. Dopo la sterilizzazione è importante maneggiare gli oggetti con le mani pulite aiutandosi con le apposite pinze in dotazione (non dovrebbero essere estratti con le mani) e nel caso del biberon la tettarella va conservata girata verso l’interno. La sterilizzazione a vapore è sfruttata anche dagli sterilizzatori per forni a microonde il cui uso è molto semplice, basta riempirli d’acqua (misura che varia a seconda del modello), inserire all’interno ciò che si deve igienizzare, inserire nel forno e impostare il tempo consigliato dal modello. Unica accortezza da tener presente nell’acquisto sono i watt del forno a microonde di cui si dispone.

Sterilizzazione a freddo

E’ un metodo chimico che utilizza apposite soluzioni sotto forma di polvere, liquido o compresse effervescenti da sciogliere in acqua posta in apposite vaschette; s’immergono poi nell’acqua gli oggetti da sterilizzare lasciandoli per almeno 30 minuti o, addirittura sino al momento del pasto successivo. C’ è confusione sul dopo, molti pediatri concordano sul fatto che non occorra sciacquare biberon e tettarelle mentre sulla confezione di alcuni disinfettanti è scritto il contario. Esistono in commercio diversi modelli di vaschetta per sterilizzare a freddo, più grandi o più piccoli, alcuni possono arrivare a contenere anche 5 litri d’acqua. In realtà io ho sempre utilizzato dei recipienti da cucina in vetro (tipo insalatiera) che lavavo di volta in volta in lavastoviglie.

Comments

  1. says

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  2. says

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  4. says

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  6. says

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  7. says

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  8. Simone says

    Dopo aver letto quello che avete scritto volevo rispondere con una definizione corretta di serelizzaziona:
    Sterelizzazione significa eliminare la presenza totale di agenti patogeni e non patogeni che si trovano su una superfice, l’oggetto in questione per rimanere tale deve essere conservato in un involucro sigillato, al momento dell’avvenuto contatto con l’aria esso perde la sua sterelità.
    Il ciclo di sterelizzazione dura dall’ora alle due ore a seconda del metodo usato.
    Quindi tutto quello che viene trattato e conservato come accennato sopra si puo definire sterile, ed ha signifcato se viene usato in un ambiente asettico, sedi sale operatorie.
    Visto che a casa nessuno puó provvedere e possedere questi punti importanti, ditemi cosa serve perdere tempo o buttare soldi per macchingegni che dicono di sterelizzare in 10/15 minuti.
    Secondo ricerche e studi fatti basta lavare correttamente gli oggetti e conservarli in un luogo pulito, che tutto il resto non serve, ovviamente parlando in ambienti extra ospedaliereie non di sale operatorie.
    Io mio figlio lo cresciuto solo lavadolo e mantenendolo pulito, eppure l’unico problema da lui avuto è l’essere nato prematuro.
    Quindi prima di imbottire la testa delle persone di nozioni medicochirurgiche pensate bene alle consegueze “terroristiche” fobiche, pensate bene a quello che scrivete, premetto che ogni tipo di ceppo batterico e micotico ha una durata di vita differente e non muoiono tutti allo stesso modo e tempo, quidi far bollire 10/20 minuti gli oggetti o non farlo mon cambia nulla, non sparate cose solo perchè le case produttrici vi pagano per poi pi poter vendere le cose alla gente.
    Grazie per avermi consentito di esprimere il mio parere, saluto tutti.
    Ciao Simone

  9. Mamma Medico says

    @simone, mi spiace ma leggi bene prima di commentare a sproposito e con errori. ho scritto ” Le opinioni dei pediatri in proposito sono più disparate: si va dallo spartano “non è necessario sterilizzare, basta lavare bene“, al “è necessario farlo nei primi 3-4 mesi di vita” oppure “finchè il bimbo non tocca e porta alla bocca oggetti vari” al “finché assumerà latte col biberon, esso va sterilizzato tassativamente“. In questo ginepraio è necessario tentare di fare un po’ di chiarezza.”. per quanto riguarda invece la sponsorizzazione nessuno e sottolineo nessuno mi ha pagato per scrivere il post. se mi leggi sai che generalmente non faccio pubblicità e quelle rare volte che mi è capitato lo segnalo.

  10. Francesca says

    Io mi chiedo il perche’ della sterilizzazione degli oggetti quando la cute della mamma e dunque i capezzolo da cui il bebe’ allatta e’ un tappeto di germi.

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