Un gatto in famiglia: il rapporto con i bambini

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La famiglia di mammamedico si è allargata. No nessun bebè, il nuovo arrivato è un peloso di nome Oreste. Un gattino di quasi 4 mesi. Un trovatello europeo.
Era da tempo che cercavamo di convincere papàchef, ma quando ha visto la foto di Oreste ha capitolato. Con la raccomandazione che “va bene, ma di lui ve ne occupate voi”. Come sta andando? Oreste è con noi da 4 giorni e cerca sempre lui. Che ricambia. E io rido sotto i baffi…
Oreste è un cucciolo e come tale si comporta. Vuole giocare, saltella in giro per casa, si arrampica sull’albero di Natale ma capisce il “no” e scappa contrariato. Il nome era suo, dato dalla ragazza che lo ha trovato, ci piaceva e non lo abbiamo cambiato. E lui inizia a riconoscersi chiamato così. 

L’avventura è appena iniziata. Avendo già io avuto un gatto da ragazzina non mi sono preoccupata di come potesse un animale reagire a dei bambini o viceversa. Non ho letto in anteprima articoli di psicologia, ma io sono così: come nel caso dei figli, sono abituata ai piccoli passi e ad inventarmi giornalmente.
Pare però che far crescere un bambino con un animale sia un progetto educativo che aiuta il piccolo di oggi ad essere domani un adulto migliore.
Un bambino con un animale domestico in casa, imparerà il rispetto verso gli animali ed anche in generale  verso la diversità;  sarà più tollerante e sensibile; il prendersi cura del suo animale lo renderà responsabile. Sarà in grado di rispettare regole e conseguire i propri obiettivi di vita.
E sulla possibile trasmissione di malattie? Sui problemi di salute legati alle malattie trasmesse dagli animali domestici, soprattutto quando si parla di bambini, in genere si trovano due schieramenti opposti: da una parte chi ritiene che non ci sia alcun rischio, dall’altra chi è fermamente convinto che cani e gatti siano portatori delle peggiori malattie. Spesso inoltre si sente dire che se il cane o il gatto sono regolarmente vaccinati non c’è alcun rischio per la salute della famiglia. Questo non è vero. Le vaccinazioni che regolarmente effettuiamo in alcuni casi tutelano la nostra salute, ma sono per lo più rivolte a proteggere i nostri animali. E per quanto è stato dimostrato che i bambini che vivono a stretto contatto con gli animali sviluppano prima le difese da possibili allergie, avranno un sistema immunitario più forte crescendo quindi più sani e protetti, esistono delle malattie, chiamate zoonosi, che possono essere trasmesse dagli animali all’essere umano (ma qualche volta anche dall’essere umano all’animale) per contatto diretto o per via indiretta.
La maggior parte di questi contagi sono oggi facilmente prevenibili, con delle semplici accortezze e una normale igiene personale. Le regole da insegnare ai bambini sono poche e semplici:

– lavarsi le mani dopo aver giocato con il proprio animale domestico

– non manipolare i loro escrementi

– verificare regolarmente lo stato di salute dei nostri animali

 

 

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